Elena Pencheva Laleva
Iconografista di successo internazionale
Elena Pencheva Laleva è nata a Sofia, in Bulgaria, nel 1974. Si è laureata in conservazione e restauro all’Accademia delle Belle Arti di Sofia nel 1998. Si tratta d’una laurea prestigiosa in Bulgaria: solo sei o sette persone la ottengono ogni anno. Ha studiato pittura, conservazione e restauro (tempera, pittura a olio, pittura murale), storia dell’Arte, copie d’icone, pittura murale, tecnologia dei metalli, museologia, iconografia, inglese, biologia, chimica, fisica. La sua tesi di laurea ha riguardato la conservazione e il restauro dell’icona Cristo Onnipotente, misure 127x97cm, di proprietà del Museo Nazionale di Storia, con il metodo della Scuola di Tryavna. Ha inoltre conseguito il Diploma d’Insegnante di Pittura nella scuola superiore.
Durante l’Accademia, Elena Laleva ha partecipato al restauro delle pitture murali e delle icone nella Chiesa di San Nicola a Katunitza, un monumento di particolare interesse per la presenza di famose pitture murali e icone attribuite a Zachary e Dimitar Zograph. Ha esperienze lavorative come libera professionista nel restauro di opere d’arte su tela, tavola e murali, nonché in riproduzione d’icone e soggetti classici della cultura pittorica artistica italiana e internazionale su tela, tavola e intonaco.
Filosofia e tecnica dell’icona
La parola icona deriva dal greco antico e significa immagine. Realizzare icone è un’arte canonica. Ogni dettaglio ha senso e importanza. L’icona non segue l’immagine reale, ma è carica di simboli. L’immagine frontale è collocata su un fondo dorato che indica la luce di Dio. L’icona si stacca quindi dalla realtà materiale per trasmettere il senso del mondo spirituale.
È un dipinto a tempera su una tavola di legno la cui superficie è gessata. Occorre un legno di qualità e ben asciutto. Sulla tavola già lavorata s’incolla una tela in lino. Sopra si stendono tra i cinque e i sette strati di gesso che costituiscono il fondo. Si lascia asciugare bene. Poi si lavora ancora il fondo finché diventa liscio. Il processo figurativo comincia trascrivendo il disegno e poi dorando o argentando la superficie. Di solito si adopera dell’oro in fogli di 22 o 23 carati inciso con attrezzi speciali. Si dipinge poi l’immagine con tempera composta da pigmenti e giallo d’uovo. Si sistemano degli strati che, secondo vari stadi, rendono la raffigurazione più chiara o scura. Questa fase della lavorazione è molto lenta perché ogni dettaglio richiede la massima precisione. Quando la colorazione è terminata, si colloca uno strato di vernice protettiva che rende l’icona ancora più bella. È così che le icone dipinte molti secoli fa hanno conservato la loro bellezza fino a oggi. Nelle immagini, tipiche della tradizione ortodossa, Cristo pantocratore e Cristo in trono.
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